Marco Geronimi Stoll

Comunicazione etica di imprese per la decrescita

Mese: gennaio 2009

La 220 story – the end

Quando in ottobre ho pubblicato la “lettera agli stakeholder su La 220” ho ricevuto centinaia di mail; poi in gennaio ho lanciato il blog che ha raccolto un thread di una cinquantina di interventi.
Contemporaneamente vari altri blog e gruppi di discussione hanno trattato la cosa.
Ora, ringraziando tutti quelli che vi hanno partecipato, interrompo questa discussione per i seguenti motivi:

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I dinosauri si sono estinti…

le formiche no.

In comunicazione le parole sono utensili; se prendi il cacciavite, non puoi lavorare coi chiodi.
Ad esempio se usi la parola target, non c’è verso, cominci a ragionare come un cecchino. Per questo noi parliamo di smarketing.

Un imprenditore per la decrescita, in questo momento di estinzione dei dinosauri, li lascia urlare nel loro stesso rumore mediatico; lui è una formica tra le formiche. Il fiato che dà voce ai dinosauri ha dei budget da paura, ma il fatto che riecheggi potentemente nell’etere non evita che sia un rantolo di agonia.

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I mercati sono ancora conversazioni

Il Cluetrain Manifesto compie 10 anni

Per Internet 10 anni fa è preistoria; eppure  lo sono andato a rileggere e l’impressione è che molte di quelle 95 tesi han fatto come il vino buono, che invecchiando migliora.
Forse non sapete di cosa stiamo parlando, in Italia non hanno lasciato il segno che hanno lasciato altrove.
Sono le 95 tesi di Levine, Locke, Searls & Weinberger che hanno molto segnato il nostro lavoro; o che avrebbe dovuto farlo.
Ecco la traduzione in italiano .

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La voglia di alzarsi il lunedì mattina

La vecchia domanda: qual è lo scopo del lavoro?
Non dite anche voi che è solo per i soldi; non è vero, non dovrebbe essere vero. L’uomo non è una merce, il suo tempo neanche.

Così dev’essere: dalla preistoria l’uomo lavora per mangiare ma anche per creare, per migliorare il mondo, per divertirsi, per realizzarsi. Per sfidare l’ingegno con nuove trovate. Per godere della compagnia e dell’amicizia di persone affiatate con cui è bello faticare. Per tornare a casa la sera, guardarsi in uno specchio ed essere soddisfatto.

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Lettera aperta agli stakeholder di La220

12 dic 2008

Cari amici, collaboratori, inserzionisti, creativi, tecnici, giornalisti e persone in qualsiasi modo coinvolti nei movimenti per l’energia pulita e condivisa. Fate conto che io vi scriva uno per uno agli indirizzi personali, ma preferisco pubblicare questa unica lettera qui sul mio sito perchè ora è il momento della comunicazione univoca, trasparente e non reticente.

Vi scrivo per tre motivi: tentare di aggiornarvi, raccontare alcune prospettive a cui io e altri “ex 220” stiamo lavorando e, soprattutto, ringraziarvi.

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Risposte sul fotovoltaico

IL MIO NEGOZIO DI FOTOVOLTAICO HA CHIUSO LE ATTIVITA’

I miei accordi col Portale del Sole non sono stati rinnovati.

Il sito Coltivare i Tetti è congelato e i link non sono più attivi

IL NOME, IL SITO E LA COMUNICAZIONE SONO IN VENDITA A PREZZI AMICHEVOLI

INSTALLATORI, cooperative e gruppi d’acquisto, se sono interessati, possono chiederci un sistema di comunicazione completo composto da:
– Riedizione del sito http://www.coltivareitetti.it con tecnologie più recenti ma mantenendo la parte visiva dell’ interfaccia grafico, incluse le illustrazioni originali.
– Immagine coordinata con moduli grafici per preventivo, supervisione, consulenza, volantini
– Strumenti di accompagnamento al colloquio di vendita (grafici, simulatori, schede esplicative…)
– Formazione per imparare come auto aggiornare da soli il sito (è facilissimo, bastano poche ore di corso)
– supporto per fare una galleria fotografica degli impianti reqalizzati e metterla su Flikr , per la la geolocalizzazione degli impianti su Google Maps, per delle pagine specifiche su Facebook, Twitter e Zoes ed altri eventuali simili piccole attività di grande efficacia.
– ideazione e realizzazione già avvenuta di spot audio per le radio con programmazione già pianificata su emittenti mirate a basso costo.

Il sistema di comunicazione è in vendita ad un prezzo amichevole.

Restano in questa pagina le FAQ,
(se a qualcuno interessano i testi), che si riferiscono al 2008/9.

Concetti di base
Energia solare, combustione, fotovoltaico

L’attuale bolletta
Quanto costa, quanto aumenterà nei prossimi 20 anni

Il premio del “conto energia”
Cos’è. Come funziona, come si calcola, come si somma agli altri vantaggi ( vendita dell’energia e autoconsumo)

Lo scambio con la rete
Come avviene, cosa si intende per annullamento della bolletta nel caso del mutuo.

Produttività
Quanta elettricità produce il mio tetto

Durata
Quanto dura un impianto

Soldi
Consigli per chi ha solo i soldi della bolletta

Innovazione
La qualità è migliorata e i prezzi sono scesi, è meglio aspettare? Quale tecnologia è migliore?

Manutenzione
Costi, rischi e assicurazione

Etica
Abbiamo gli incentivi più alti del mondo, è etico? È vero che un pannello produce meno energia di quella necessaria per costruirlo?

Ambiente
Quanto è inquinante e climalterante restare con la bolletta fossile.

Calcolatrice: criteri dei calcoli

Privacy: informazioni ed informativa

Esempi concreti di installazioni già realizzate (link esterno)

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0. COS’È
0.1 Cos’è l’energia solare?
Il sole è una stella, da cui riceviamo le radiazioni in forma di calore e di luce.
Emette anche radiazioni nocive, da cui però l’atmosfera ci protegge.
L’energia che il Sole manda sulla Terra è milioni di miliardi di volte superiore alle nostre necessità. Il problema per l’uomo è trasformarla in forme di energia utilizzabile.
Le foglie vegetali sono a tutti gli effetti dei pannelli solari che, da milioni di anni, la trasformano in sostanze che noi animali sfruttiamo come cibo. Nel processo, come sa anche un bambino, la foglia cattura carbonio e libera l’ ossigeno che ci fa respirare. Tutto il cibo e tutta l’aria della nostra vita si basano su questo principio, quindi possiamo dire che da sempre mangiamo e respiriamo ad energia solare.

0.2 Cos’è l’energia non solare?
Dal primo falò, l’uomo si scalda e cucina col fuoco, che è il processo inverso a quello prodotto dalle foglie: la combustione del legno produce energia ma consuma ossigeno e libera carbonio.
Finché si bruciava il legno d’una pianta che ha già generato quell’ossigeno e catturato quel carbonio, non c’era problema. I guai sono cominciati quando l’uomo ha scoperto che, invece del legno, poteva bruciare carbone, petrolio e gas: si tratta di foreste antichissime (fossili) la cui energia è rimasta accumulata sottoterra in decine di milioni di anni.
In un secolo e mezzo l’abbiamo bruciata quasi tutta, soprattutto negli ultimi cinquant’anni; significa che abbiamo liberato nell’atmosfera in pochi decenni il carbonio fossile accumulato in molti milioni di anni. Certo, abbiamo avuto quantità enormi di energia a basso costo che hanno consentito la rivoluzione industriale. Peccato che così facendo mutiamo il clima del nostro pianeta. Peccato che terribili guerre sono state commesse per controllare il carburante. Peccato che varie generazioni si sono abituate culturalmente all’energia quasi gratis, da sprecare allegramente.
Peccato, soprattutto, che l’uomo si comporta come un bambino che gioca con un accendino in un pagliaio, perché non abbiamo ancora elaborato cultura e coscienza abbastanza grandi per un gioco così enorme, planetario.

0.3 Addio, età del ferro; comincia l’età del silicio.
Mente bruciamo il petrolio, il sole è sempre lì che ci scalda; caldo estivo, uragani e siccità segnalano che abbiamo trasformato la soluzione in un problema.
Possiamo ancora cavarcela, grazie al cielo, perchè stiamo uscendo dall’età del ferro, quella che ha accompagnato l’umanità per vari millenni dalla fine della preistoria a oggi,  che è culminata con le acciaierie, gli altiforni e la siderurgia. Sono bastati pochi decenni a spegnerli. Questo culmine è stato energivoro, concepiva in modo accentratore l’energia (la grande centrale potentissima che dirama i suoi cavi su un territorio immenso) e modellava tutta la società sull’esempio di una grande fabbrica.

Stiamo entrando in quella che qualcuno chiama “l’età del silicio” (il silicio è quello dei computer e dei pannelli fotovoltaici, promette un’era meno energivora, dove la proprietà è diffusa, l’informazione è condivisa e l’energia è prodotta localmente).
Sarà un’illusione o una probabilità? dipende da noi.

0.4 Cos’è un pannello fotovoltaico L’uomo, animale tecnologico, ha imparato solo recentemente come trasformare direttamente l’energia solare in altre forme energetiche, come quella termica (acqua calda) o quella fotovoltaica (elettricità).
Un pannello fotovoltaico è un dispositivo molto semplice, senza parti in movimento, quindi non si guasta e invecchia molto più lentamente delle auto, dei computer e di tutti gli altri dispositivi tecnologici della nostra era consumista.
La magia del suo funzionamento sta nel materiale di cui è fatto: ha una superficie di un materiale semiconduttore (di solito il silicio) che, quando viene colpito da fotoni di luce, ha la proprietà di generare un flusso di elettroni che escono e conseguentemente creare un “vuoto di elettroni” che crea un flusso in entrata. Così si trasforma direttamente l’energia solare in energia elettrica. Una spiegazione meno semplificata è qui http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_fotovoltaico.

0.5 Da cosa è composto un impianto ?
L’impianto è composto da:

  • pannelli fotovoltaici, chiamati anche moduli;
  • l’inverter, cioè una specie di trasformatore che modifica la corrente continua a basso voltaggio (generata dai moduli) in corrente alternata, come quella a 220 volt che usiamo abitualmente a casa;
  • i quadri elettrici, i cavi di collegamento, le staffe metalliche per ancorarlo saldamente al tetto.

0.6 Su quale tetto posso mettere il fotovoltaico?
Ovvio, ci dev’essere il sole.
Quindi la falda del tetto deve essere rivolta verso dove batte il sole: in Italia significa verso sud o comunque tra sudest e sudovest. Anche un impianto verso levante o verso ponente funziona, ma rende un po’ meno, perché riceve meglio la luce la mattina ma non la sera, o viceversa
Non ci dev’essere ombra di nessun tipo, basta dell’ombra a una cella per ridurre l’efficienza di tutto il modulo.

1. LA BOLLETTA
1.1 Quanto pago in bolletta, oggi?
Dalla prossima riga parliamo di soldi e non di ambiente, ma prima ricorda che l’italiano medio consuma quasi 7 quintali all’anno di petrolio equivalente solo per i consumi elettrici domestici: la tua spesa non è neutra. Coi tuoi sudati quattrini tu finanzi inquinamento, guerre e cambiamenti climatici che sono perpetrati proprio per conquistare i soldi di gente come te.
Nella tua bolletta è indicato il consumo annuo in Kwh, (guarda il foglio posteriore, in basso).
Prezzi di luglio 2009:

  • 2500 kWh corrispondono a 415 € all’anno
  • 3500 kWh corrispondono a 708 € all’anno

Oppure prendi le tue ultime sei bollette e sommale: avrai un’idea abbastanza precisa ma tieni conto che per chi consuma sopra i 2800 kwh c’è già stato nel frattempo un aumento di 10 – 20 euro in pochi mesi, nonostante il basso prezzo del petrolio.
Solo per chi consuma meno c’è stata una riduzione di 5 o 6 euro l’anno (che ha fatto urlare sui giornali che l’elettricità scendeva). Vedremo quanto dura.
Per avere un prezzo realmente basso devi consumare meno di 1200 kWk anno.

1.2 Se non metto i pannelli solari, quanto pagherò di bolletta nei prossimi 20 anni?
La somma è questa:

La tua attuale bolletta annuale moltiplicata per 20 +
La “carbon tax” +
L’inflazione progressiva per vent’anni +
Aumento del barile se la domanda supererà l’offerta +
La speculazione ingenerata dai due punti precedenti =
_________________________________________________
Totale delle bollette che avrai pagato fra vent’anni

  • Carbon tax: È misurata per tonnellate di carbonio emesso dalle centrali (o intinseco nelle raffinerie) e direttamente o indirettamente si scaricherà sulla bolletta. Il rincaro è nell’ordine del 12 -15% anche se probabilmente nessun politico vorrà introdurla di colpo. È già in vigore in vari stati europei; in Italia, benchè introdotta dal ’98, è ancora sospesa di fatto; ma se non si raggiungono gli obiettivi di Kyoto… Per saperne di più vedi: Carbon Tax su Wikipedia
  • Inflazione: qualsiasi previsione è arbitraria, specie di questi tempi; comunque i titoli inflation linked e inflation swap per l’Euro su 20 anni la danno al 2,55% annuo; la prendiamo solo come orientamento indicativo
  • Petrolio: se volete saperne di più mettete “peak oil” sul vostro motore di ricerca.

1.3 Se è così difficile prevedere la bolletta fra vent’anni, come avete calcolato il risparmio in bolletta su questo sito?
Abbiamo calcolato il 3 % di aumento medio l’anno; dalla risposta precedente si vede che probabilmente sarà molto di più: non ci meraviglierebbe incontrare più volte anni con un rincaro del 16 – 19 % . Tuttavia indichiamo solo il 3 % per cinque motivi:

  • per scaramanzia: non è bello augurare sfortuna a chi non condivide le nostre scelte;
  • per facilitare a voi il paragone con gli altri concorrenti, che spesso calcolano gli aumenti della bolletta fossile tra il 3 e il 5 %;
  • per dimostrare a tutti, conti alla mano, che mettere i pannelli fotovoltaico conviene anche nell’ipotesi che la bolletta rincari poco;
  • perché i prospetti di Banca Etica, che riteniamo i più seri, usano il medesimo criterio;
  • perché se invece ci sbagliassimo e rincarerà poco ( noi lo speriamo) , non vi avremo imbrogliato con previsioni pessimiste.

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2. IL CONTO ENERGIA
2.1 Cos’è il conto energia?
È un modo per incentivare lo sviluppo del fotovoltaico. Per ogni kWh che produci, ti viene riconosciuto un premio, per 20 anni. Per saperne di più sulla legislazione attuale andate sul sito del GSE cioè del Gestore Italiano dei Servizi Elettrici, che è l’ente preposto http://www.gse.it e cercate il “secondo conto energia”, oppure scaricate la Guida al Conto Energia, che è il documento ufficiale del GSE su questo tema

2.2 Quanto è il premio?
Restiamo sull’esempio più tipico, un’abitazione familiare in nord Italia con tetto tra sudest e sudovest e impianto appena inferiore ai 3 kw parzialmente integrato (cioè posto sopra le tegole, non al posto delle tegole).
Il premio è tra 1300 e 1500 euro all’anno per vent’anni, cioè 26.000 – 30.000 Euro.
A questo premio dovete aggiungere il risparmio in bolletta dovuto al valore dell’energia prodotta dal vostro tetto. Il totale ripaga ampiamente i 14.000 + iva 10% del kit più tipico e della sua installazione. Il premio dura vent’anni, il valore dell’energia prodotta naturalmente continua anche oltre il ventesimo anno, per tutta la vita dei pannelli.
Il valore del premio è definito contrattualmente dalla legge e non può essere cambiato. Quando si dice che negli anni il premio diminuirà, questo non riguarda voi, ma chi aspetta ancora qualche anno ad installare il proprio tetto solare. In altre parole, più anni si aspetta, più basso è il premio al kWh che si riceve, sempre uguale, nei 20 anni successivi.
Il premio esatto dipende da quanti kWh produci e cambia a seconda delle dimensioni dell’impianto e a seconda di quanto si integra nel paesaggio.

Premio per vent’anni per chi installa il fotovoltaico nel 2010:

potenza……………Non integrato……..Parzialmente integr.  ……..IIntegrato
da 1 a 3 kW ……..0,384 € kWh ……….0,422 € kWh ……. …………..0,470 € kWh
da 3 a 20 kW ……0,365 € kWh ……….0,403 € kWh ……… …………0,442 € kWh
oltre 20 kW ……..0,346€ kWh ………..0,384 € kWh ……… …………0,422 € kWh

  • non integrati: ad es. i pannelli disposti su un prato, su montanti metallici,
  • parzialmente integrati: posti sul tetto sopra le tegole, tramite staffe
  • integrati: posti sul tetto al posto delle tegole.

Come si vede, l’investimento è sempre molto vantaggioso, ma se ragionate su scala familiare e non volete investire altro che il costo dell’attuale bolletta, e la vostra bolletta è nella media, la vostra soluzione ottimale è un impianto appena sotto i 3 kW. La parziale integrazione è in genere preferibile perché ha minori costi di installazione (ma se invece dovete fare o rifare integralmente il tetto, l’integrazione totale diventa più conveniente).

2.3 Il premio del conto energia è l’unico vantaggio economico?
No, assolutamente. I vantaggi economici sono due. Il conto energia premia ogni kWh che produci; contemporaneamente con l’energia che produci compensi i tuoi consumi domestici, per cui in pratica non paghi alcuna bolletta.
Entrambi i vantaggi vanno visti su base annuale: d’inverno l’impianto rende poco e d’estate rende moltissimo. Per quanto riguarda il secondo vantaggio, di solito succede che d’inverno pagherai pochi euro di differenza sulla bolletta e d’estate ne guadagnerai (altrettanti o un po’ di più) .
Il conto energia dura vent’anni; il valore della tua energia che annulla la tua bolletta dura per tutta la vita dell’impianto ( tre o quattro decine d’anni).

3. SCAMBIO TRA LA RETE E I MIEI PANNELLI
3.1 Come avviene lo scambio?
Non conviene usare direttamente l’energia che si produce (fanno eccezione baite isolate e posti lontani dalla rete, dove occorrono batterie costose e poco ecologiche).
Meglio scambiarla con la rete, è più semplice, più ecologico e più conveniente; avrai un contatore doppio; di giorno produci e cedi energia alla rete e la misuri col contatore in uscita, intanto, sia di giorno che di notte, consumi energia e la misuri in entrata come fai oggi. Alla fine di ogni periodo, si contabilizza quello che hai dato e quello che hai preso. Se hai consumato di meno di ciò che hai prodotto, ci guadagni, se no paghi la differenza.

3.2 Cosa intendete per “annullare” la bolletta?
Ci possono essere tante soluzioni: a qualcuno non serve il mutuo perché ha dei soldi da investire, qualcun altro preferirà un mutuo ventennale per guadagnare poco, ma da subito.
La terza soluzione, che segue, è quella del mutuo decennale; ha minori costi bancari ed è più sicura, quindi è la migliore per chi vuole investire solo ciò che pagherebbe in bolletta: si tratta di un decennio dove non si guadagna niente e uno in cui si guadagna bene.
Nella prima fase di circa 8 -10 anni, bilanciando le uscite (consumi e rata del mutuo) ed entrate (produzione e premio in conto energia) pagherete in totale circa quanto paghereste in bolletta.
Il termine “annullare” è usato per semplicità, per esprimere il concetto che il costo dei vostri consumi (che cambia ogni volta secondo i vostri stili d’uso dell’elettricità) non sarà proprio esattamente uguale alla rata del mutuo e nemmeno esattamente uguale al guadagno dell’energia prodotta: ci saranno differenze in più o in meno di pochi euro; di solito, quando la produzione annua equivale al consumo, di estate ci si guadagna e di inverno ci si perde. L’importante è che nel totale nell’anno per voi ci sia un guadagno o almeno una parità, e per indicare questo diciamo che “la bolletta si annulla”.
Nella seconda fase cioè il secondo decennio, l’impianto è ormai pagato e il mutuo è già estinto: godete del premio del conto energia (da 1300 a 1500 euro l’anno) e in più la bolletta resta annullata.
Nella terza fase (dal ventesimo anno fino allo smantellamento dell’impianto) l’“annullamento” della bolletta continua, con una buona approssimazione: un impianto non muore mai, ma quando è “antico” perde una certa percentuale di resa.  Vedi la risposta 5 “quanto dura un pannello fotovoltaico”.

3.3 Che bolletta viene annullata dall’impianto tipico da 3 kw?
Nel nord Italia un impianto di 2,95 kw, che produce tra i 3000 e i 3200 kwh all’anno, annulla la bolletta di una famiglia di 3-4 persone che usa normalmente frigo, tv, congelatore, lavastoviglie, computer e lavatrice e illumina con lampadine a condensazione, quindi consuma tra 2900 e 3100 kwh. Dunque si è in pareggio, o più precisamente in guadagno di poche decine di euro.
Questo calcolo non vale se avete il boiler elettrico o se lavorate a casa con dei macchinari; in questo caso consumate più di 3200 kwh e dovrete pagare la differenza della corrente non autoprodotta, oppure installare un impianto fotovoltaico maggiore.
Se avete il boiler elettrico, però, è decisamente meglio mettere sul tetto anche un pannellino solare termico per l’acqua calda: è molto più economico ed ecologico, perchè non è efficiente sprecare un KW di elettricità solare per scaldare una resistenza in un bidone.  Installiamo spesso sistemi doppi (fotovoltaico + termico), e oltretutto è più economico che fare le due cose separatamente; se volete farlo, basta indicarlo nel modulo per la richiesta del preventivo, .

4. QUANTA ELETTRICITÀ PRODURRÀ IL MIO IMPIANTO?
Quando si dice che un impianto ha, ad es., la potenza nominale di 3 kw, significa ha tre kilowatt di picco, cioè che in insolazione ottimale a mezzogiorno eroga un flusso costante di 3 kwh all’ora.
Nel concreto significa che nel nord Italia un nostro impianto di 2,95 kw produce tra i 3000 e i 3200 kwh all’anno.
Il risultato preciso dipende da :

  • esposizione del tetto: quanto è a sud e qual’è l’inclinazione (più o meno ripida);
  • ombreggiamenti (assenza/presenza) ;
  • prestazioni tecniche dell’inverter (è quella specie di trasformatore che rende utilizzabile la corrente dei pannelli sulla normale rete a 220 volt); anch’esso è un dispositivo che consuma energia e conviene comprarlo efficiente, se no diminuisce l’elettricità erogata;
  • il meteo di ciascun anno, ad es. questi ultimi anni senza nebbia e con molti di giorni di sole stanno generando più energia di quella prevista.
  • Non incide invece il tipo di pannelli: ce ne sono di più o meno efficienti, ma siccome voi li comprate con un prezzo al kw e non al metro quadro, la resa in kwh è all’incirca simile per tutte le tipologie tecniche.

I dati del GSE per ogni kW di potenza nominale, con orientamento ed inclinazione ottimali ed assenza di ombreggiamento, sono:
regioni settentrionali 1.000 – 1.100 kWh/anno
regioni centrali 1.200 – 1.300 kWh/anno
regioni meridionali 1.400 – 1.500 kWh/anno

Tutti i nostri calcoli si riferiscono all’area lombarda, chi volesse conoscere la resa in altre zone può studiare questa mappa.
Un’altra mappa, quella di Atlasole mostra la redditività degli impianti già installati. La mappa è zoommabile fino ai singoli comuni. Vi si nota che l’area lombarda è quella che riceve i maggiori incentivi economici in Italia anche se è meno insolata, perchè sono in atto migliori investimenti e maggior numero di impianti. Del resto la Germania è ancora più avanti, nonostante l’insolazione peggiore.

5. QUANTO DURA UN PANNELLO FOTOVOLTAICO?
La nostra mente deve tornare a ragionare sui tempi lunghi.
Siamo abituati a computer, cellulari, perfino automobili che dopo pochi anni sono vecchi.
Questi pannelli sono garantiti 25 anni, dopodiché sono semplicemente fuori garanzia, come il vostro computer dopo un anno, e chissà quanto continueranno a funzionare: non hanno parti in movimento, quindi non ci sono meccanismi che si usurano come invece accade, ad esempio, a un’auto o a una lavatrice.

Ragionare sui tempi lunghi implica un’altra matematica economica, occorre ragionare in termini di generazioni, come quando i nostri vecchi piantavano un albero da frutta alla nascita di ogni nipote.
Nelle analisi tecniche ed economiche si usa fare riferimento ad una vita utile complessiva di 20-25 anni.Negli anni diminuisce un po’ la resa, per cui tra 20 anni è probabile che rendano un 15% in meno. Siccome è presumibile che nello stesso tempo l’efficienza energetica di illuminazione ed elettrodomestici migliori più del 15%, il rapporto tra la produzione di corrente e il suo consumo domestico resterà vantaggioso.
In teoria può andare avanti per secoli, ma queste sono solo previsioni teoriche.
Comunque, ecco perché non conviene affatto risparmiare sulla qualità delle minuterie e dei cavi: quei 100 euro risparmiati oggi possono dimezzare la durata di vita di un impianto, forse quando vostro figlio si troverà nel pieno di una crisi di combustibili non rinnovabili come il petrolio (o l’uranio, anch’esso esauribile e sempre più raro).
Fra 35 o 45 anni  si spera che la tecnologia fotovoltaica abbia un’efficienza e dei costi assai migliori: in quel momento avrete già staffe sul tetto, canaline e connessione elettrica, basterà sostituire i singoli pannelli, riciclando alluminio e plastica e, forse, riutilizzando il silicio.

6. QUALI SONO LE CARTE DA FARE?
Sul sito del GSE ci sono le spiegazioni dettagliate di tutte le procedure da fare.
È possibile fare da sé i vari passi burocratici con ENEL e GSE per l’allaccio alla rete del vostro impianto e l’ottenimento degli incentivi, ma sappiate che è un po’ complesso: il sistema non sembra affatto strutturato per incoraggiare il cittadino a cavarsela da sé e, anzi, non fidatevi troppo neanche di eventuali pseudo-professionisti che si improvvisano: meglio spendere quei cento euro in più ma sapere che tutto filerà nel migliore dei modi, perché ogni ritardo vi costerebbe la bolletta che continuereste a pagare.
Dunque, probabilmente, vi rivolgerete a noi o ad altri professionisti.

Un prezzo leale per seguire professionalmente tutta la burocrazia relativa ad un impianto domestico va sui 500 – 700 euro + iva.
Attenzione, vari comuni si stanno attivando per aiutare i propri cittadini in queste procedure; è un servizio encomiabile. Informatevi se il vostro comune è uno di questi (e se non lo è, magari fate una telefonatina all’assessore all’ambiente perché si dia una svegliata…).
Se avete questa fortuna, informateci, il prezzo del kit installato meriterà uno sconto.

7. SOLDI
7.1 Non ho soldi da investire. Che fare?
Sì, che li hai. Tu paghi tutti i bimestri la bolletta elettrica. Basta che diventino un investimento invece che una spesa.
Il tuo obiettivo dunque è pagare all’incirca quanto oggi paghi di bolletta. Dunque il guadagno del “conto energia”, sommato col risparmio in bolletta, sottratta la rata del mutuo, non deve superare la tua bolletta elettrica attuale.
È come se un inquilino in affitto potesse comprarsi la casa pagando, come rata del mutuo decennale,  la stessa cifra che paga per l’affitto. Chi non la comprerebbe?
Di solito i tempi di rientro variano da 9 a 12 anni a seconda dell’impianto, dell’esposizione al sole e del consumo abituale. Dopodiché, fino al ventesimo anno, continuerai ad incassare gli incentivi, quindi avrai un guadagno.
Dal ventesimo anno in poi (un impianto dura 30-40 anni) semplicemente godrai dell’elettricità che produci: quando ne consumi di più pagherai solo la differenza, quando ne consumerai di meno la venderai alla rete.

Esempio:
Mettiamo che tu paghi attualmente 3000 kwh all’anno con una bolletta di € 479:
Mettiamo che la bolletta aumenti solo del 3% (vedi punti 1.2 e 1.3)
Se non fai niente: fra 20 anni avrai pagato 15222 euro
Se metti i pannelli solari avrai il seguente bilancio:

COSTI
12.000 kit fotovoltaico completo
1.200 iva kit ( ridotta al 10%)
2.000 installazione, procedure burocratiche, collaudo
200 iva installaz e procedure f
====================
15.400 €

con un mutuo di 10 anni con una rata simile alla tua bolletta diventano circa
20.500

GUADAGNI
15,000 mancata spesa in bollette (rincari calcolati al 3%, vedi punto 1,1 e 1.2)
26,000 conto energia
===================
41.000 entrate totali in 20 anni
più le bollette annullate per i successivi 15 – 25 anni

7.2 Ho un po’ di soldi da investire. Che fare?
Come il signore del punto 7.1. Con una differenza, tu hai il vantaggio particolarissimo di prestare i soldi a te stesso e prenderci gli interessi.

7.3 Come contrattare il mutuo?
Si tratta semplicemente di andare nella tua banca abituale e fare vedere al direttore i prospetti dei nostri kit.
Prima di contrattare, però, imprimi nella tua mente che i mutui sui pannelli solari sono un indice importantissimo sull’affidabilità di un istituto bancario. Se quel direttore la prende alla larga, se fa lo scettico o se mostra di non saperne niente, devi sentire odore di marcio: vuol dire in quella banca non sono né seri né aggiornati. Del fotovoltaico, le banche serie ne fanno una vetrina; invece quelle che hanno solo una logica parassitaria, non capiscono neanche di cosa si tratti.
Infatti gli incentivi del Gestore Nazionale dei Servizi Elettrici sono garantiti dalla legge, dunque si tratta di un prestito a bassissimo rischio, è l’affare più comodo per una banca che fa onestamente il suo mestiere.
Se il direttore della tua banca chiede interessi troppo alti, mettigli sotto il naso il prospetto di Banca Etica. Capirà che rischia di perdere un cliente e che forse se lo merita.
Infine, probabilmente pretenderà un’assicurazione contro furto, incendio e eventi naturali, (vedi punto 8.2) che costa 5 o 6 euro al mese; questo è legittimo, ma valuta se non è il caso di assicurare la casa al completo, visto che costa quasi lo stesso; e poi, facendo le dovute scaramanzie, se bruciano i pannelli sul tetto è perché brucia tutta la casa sotto di essi.

8 INNOVAZIONI TECNOLOGICHE
8.1 La qualità migliora, il prezzo scende, non conviene aspettare?

Gli incentivi non saranno mai più così alti e il costo dei pannelli non è mai stato così basso.
È stato giusto aspettare fin’ora, ma probabilmente il miglior vantaggio economico è in questi mesi fino circa a luglio 2010.

Il dollaro basso aiuta, e anche la crisi che ha abbassato i prezzi, ma i motivi di fondo sono altri quattro:

Motivo 1: Gli incentivi
Il sistema attuale sta per terminare. Il tetto dei gigawat incentivati si raggiungerà probabilmente questa estate 2010, da quel momento chi ha già installato i pannelli riscuoterà i suoi incentivi, chi ha perso il treno, si dovrà adeguare alla normativa futura . Successivamente nessuno sa ancora cosa deciderà il governo, ma tutti gli analisti prevedono una drastica riduzione.
Tutti si aspettano un ulteriore miglioramento tecnico ed economico. Proprio per questo motivo, per chi aspetta, gli incentivi saranno più bassi e quando si arriverà alla cosiddetta “grid parity” (cioè quando il kWh solare costerà come quello fossile) ovviamente non ce ne saranno più. In quel momento, giustamente, continueranno a rimborsare fino al ventesimo anno noi che l’avremo già fatto in anticipo, aprendo la strada del fotovoltaico di massa per salvare il clima, migliorare l’ambiente, liberare l’economia dal petrolio e creare nuovi posti di lavoro. Gli incentivi infatti non servono a speculare, servono principalmente a rimuovere gli ostacoli economici a chi fa una scelta etica.

Motivo 2: Le bollette fossili
Considerate che se aspettate, ogni anno che passa è un anno di bollette che pagate: esose, monopolistiche e fossili.

Motivo 3: Non vale la legge di Moore
È vero che il fotovoltaico ha avuto ultimamente una crescita tecnologica simile all’informatica negli anni d’oro, ma c’è una differenza importante.
Un computer raddoppiava l’efficienza ogni 18 mesi (la famosa legge di Moore); invece il fotovoltaico può migliorare l’efficienza, ma tenendo sempre come massimo teorico il 100% totale dell’energia emessa dalla luce del sole, di cui la cella cattura una frazione relativamente piccola; la tecnologia migliora e fa crescere questa percentuale, ma solo di qualche punto. Ecco perché un computer dopo tre o quattro anni è sorpassato, mentre un pannello di silicio monocristallino fra trent’anni lo vedrete ancora orgogliosamente attivo e funzionante nel suo lavoro.

Motivo 4: Il rischio di crash
Ultima considerazione: fare un pannello solare costa energia, alluminio, silicio, plastica… Se ci dovesse essere qualche crisi energetica e/o delle materie prime ( e su questo argomento di ottimisti in giro ce n’è pochi) non è affatto detto che il prezzo dei pannelli continui a scendere. Anzi.
E se la crisi dovesse essere particolarmente brutta, quei 24 pannelli sul tetto saranno un preziosissimo strumento di sopravvivenza.

8.2 Quale pannello scegliere, economicamente?

Queste sono le FAQ di uno dei concorrenti.
Naturalmente andrete in giro per il Web a vedere le diverse proposte. Fate bene; alcuni consigli:

Prezzo. Non guardate solo il costo del pannello urlato nelle pubblicità dei vari concorrenti; guardate il vero costo totale del sistema (pannelli, inverter, staffe, minuterie…). Vedrete che sui prezzi reali tutti i concorrenti se la battono più o meno sullo stesso prezzo, sotto quella cifra ci può essere solo una qualità molto scadente; la vera differenza è nei servizi.
Possiamo suggerire, però, che un venditore come “coltivare i tetti”, che opera via internet , che fa solo pubblicità low budget e vi connette direttamente al grossista, matematicamente costa meno di chi ha una catena di negozi e fa pubblicità sui grandi media.

Installazione mutuo e procedure. Una maggiore differenza economica la vedete sull’installazione e sul tasso del mutuo.

Durata. Scegliete pannelli destinati a durare; visto che è un investimento che dura trenta o quarant’anni, non preoccupatevi tanto di quei 500 euro in più o in meno ma piuttosto badate ai seguenti due aspetti.

La qualità del pannello nel tempo. Oggi forse vi sembra secondario sapere quanti decenni quel pannello dura, anche perché nessuno può darvi garanzie certe, ma ricordatevi: gli incentivi durano vent’anni, ma i pannelli trenta, quaranta…: è una generazione!
Tutti i calcoli di rientro che vedete in giro riguardano i primi vent’anni, ma se i pannelli sono buoni, continuano ad erogare energia: fra venticinque anni o trent’anni, quando il prezzo del petrolio sarà alle stelle, i vostri figli potrebbero maledire quei 500 euro risparmiati oggi sulla qualità, che avrebbero forse allungato la durata del sistema di dieci anni o quindici.

La qualità dell’inverter. L’inverter è quella specie di trasformatore che muta la corrente continua dei pannelli nella normale elettricità che si usa in casa ( alternata a 220 volt). Quelli di oggi durano dieci o quindici anni. Quelli di qualità costano qualcosa di più ma si pagano da soli la differenza, perché sono più efficienti (anche l’inverter per funzionare consuma elettricità). Mentre il pannello sul tetto dura vari decenni, l’inverter dopo 10 o 15 anni va cambiato. Attenti: cambiarlo, ad esempio, dopo 15 anni invece che dopo 10, significa che lo ricomprerete quando avrete ammortizzato il mutuo e starete già guadagnando dalla vendita di energia.

9 MANUTENZIONE
9.1 Che spese di manutenzione occorrono?
I costi di manutenzione sono irrisori: di solito basta la pioggia a lavarli, ma se un uccello morto o delle foglie appiccicate ombreggiassero un pannello, converrà rimuoverle, ad esempio con una canna o un getto d’acqua.
Di solito si calcola un 1% del prezzo nei primi vent’anni, significa 130 euro spalmati in 20 anni.
Notate piuttosto che un buon inverter di oggi dura una quindicina d’anni, per cui se l’impianto arriva a 45 anni calcolate di comprarlo altre due volte; è un calcolo su cui si può essere più ottimisti perché probabilmente fra 15 anni la tecnologia degli inverter sarà più molto efficiente ed economica.

9.2 Assicurazione
La banca può chiedere un’assicurazione contro incendio, furto ed eventi naturali. Costa sui 23 – 25 euro all’anno per ogni Kw, (cioè 5 o 6 euro al mese).
Aiuta a stare tranquilli, anche se i rischi sono assai bassi: i pannelli non temono le grandinate (sotto la grandine è più fragile la vostra auto), e per avere guai seri occorre un fulmine o un terremoto, cioè qualcosa che colpisce tutto l’edificio…
Quanto ai ladri, di solito basta usare le apposite bullonerie antifurto, molto più difficili da smontare; comunque oggi ci sono anche semplici meccanismi elettronici a basso costo.

10 ETICA
10.1 Gli incentivi italiani sono attualmente i migliori al mondo, vi sembra morale?
Domanda che a noi pare assurda, ma ce la fanno spesso, quindi ecco una risposta circostanziata.
Ci sembra immorale bruciare carbone, immondizia e altri combustibili fossili, con danno al clima, all’ambiente e alla bilancia dei pagamenti.
Vale per tutti gli umani, ma per gli italiani un po’ di più: gli italiani pagano il famigerato CIP6 dal 1992, significa che il 7% delle bollette di noi tutti sono prese forzosamente da 17 anni, ufficialmente per facilitare le energie alternative; in realtà circa il 90 % di questi soldi viene dirottato sulle cosidette “assimilabili”, cioè se lo prendono gli inceneritoristi e i petrolieri per inquinare una seconda volta bruciando gli scarti: una corruzione morale e strategica, che è costata agli italiani miliardi di euro e centinaia di morti, forse migliaia, per cancro da diossina e nanoparticolato, e che induce una bassa cultura della raccolta differenziata. Tutto ciò per produrre, con tutti gli inceneritori e i termovalorizzatori italiani, poco più di mezzo gigawatt all’anno. Se quei soldi fossero spesi in energia pulita, oggi non avremmo tutti quei tetti incolti e l’Italia sarebbe un paese molto più ricco, indipendente e pulito.
Come se non bastasse, in molti temiamo una cosa: il governo Berlusconi dopo tanta propaganda nuclearista non trova ovviamente nessun investitore disposto davvero a scommettere sul serio sull’atomo: il rischio è che voglia far rientrare anche il NUCLEARE nelle “assimilabili”.
Se parliamo di morale, dunque, chiamiamo le cose col loro nome: questi incentivi ci restituiscono solo pochi spiccioli del maltolto e noi che siamo persone perbene ne approfittiamo onestamente facendo, oltre che il nostro bene, anche il bene di tutti.

10.2 È vero che un pannello chiede, per fabbricarlo, più energia di quanta ne produce?
No, oggi è assolutamente una balla raccontata in malafede da chi ha interessi economici contrari alle energie rinnovabili; era vero venticinque anni fa, coi i primi pannelli. Nei moduli moderni il primo – secondo anno di vita è sufficiente a restituire al mondo l’energia necessaria per la costruzione e il trasporto.

11 AMBIENTE (Last not least)
Quanto CO2 si risparmia?

Calcolo riferito ad un consumatore medio che non installa l’impianto più tipico (2,95 KW).
Se non fai niente ogni anno consumerai 0,746 tonnellate di petrolio equivalente, quasi tutte da fonti non rinnovabili. Significa che se non metti i pannelli solari, fra venti anni avrai prodotto:

  • 1.865 Kg di CO2 per 20 anni = 37.300 KG di gas serra climalterante
  • 4,87 Kg di NOx (ossidi di azoto) = 97 kg di inquinante che causa le piogge acide.

Questo calcolo è fatto su vent’anni, ma tieni tieni conto che anche dopo il ventesimo anno il pannello continuerà a funzionare.

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Note riguardanti il nostro simulatore solare:

Nel programmare il simulatore presente sul sito coltivareitetti.com abbiamo utilizzato i seguenti parametri:

  • La producibilità tipica di un impianto fotovoltaico orientato a sud in Lombardia è di circa 1100 KWh/anno per ogni KW di potenza nominale dell’impianto;
  • La producibilità dell’impianto diminuisce del 5,4% se l’impianto è orientato con un’angolazione rispetto al sud di 45°e del 20% con un’angolazione dal sud di 90°;
  • Il decadimento annuale del rendimento del pannello è quantificato intorno allo 0,83%;
  • La tariffa incentivante del Conto Energia presa in considerazione è quella per un impianto semi integrato pari a 0,431 €/KWh;
  • Per calcolare il costo dell’energia abbiamo stimato un costo per KWh di 0,18 €;
  • La tariffa di vendita dell’energia utilizzata è 0,0964 €/KWh;
  • L’aumento del costo dell’energia è stato simulato al 3% ogni anno;
  • La stima dei costi di manutenzione e di assicurazione effettuata è di 100€/anno;
  • Per la simulazione del mutuo abbiamo considerato un mutuo a tasso fisso composto da EURIRS (fonte Il sole 24 ore) + Spread del 1,75%.

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Non ci piacciono le mail spazzatura né le telefonate commerciali indesiderate.
Tuteliamo i tuoi dati, (nome, telefono ed e-mail) e non li diamo a nessun altro, quindi puoi affidarceli con la tranquillità che noi li usiamo UNICAMENTE per gli scopi dichiarati.
Ai sensi della legge, per formalizzare questo tuo diritto, dobbiamo tra l’altro informarti come segue.
Finalità dell’archiviazione dei dati: unicamente per assisterti nell’acquisto e nell’installazione dei pannelli solari e per l’assistenza dei consumatori post vendita.
Modalità: due archivi digitale su HD non accessibile a terzi, più CDrom di Backup
Obbligatorietà: non siete affatto obbligati a darci i vostri dati, ma è ovvio che se volete ricevere l’offerta, il preventivo e il sopralluogo dobbiamo per forza sapere chi siete e come fissare un appuntamento.
Detentori: i dati restano in possesso unicamente a Marco Geronimi Stoll ( titolare del sito) e a del Portale del Sole (il grossista che segue anche il sopralluogo, l’installazione e il collaudo). Ovviamente per seguire le procedure burocratiche i dati dovranno essere disponibili anche a chi segue le pratiche.
Sedi legali dei detentori dei dati.
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