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No B day: anche nel carrello?

Pubblicato il 15/11/09
da Marco

Tutti a Roma il 5 , d’accordo.
Comunque resto dell’idea che per buttare giù Berlusconi occorra boicottare i prodotti che fanno pubblicità sulle tv mediaset.

Se tutti gli antiberlusconiani fossero coerenti non solo nell’urna ma anche nel carrello della spesa, il suo sistema di potere sarebbe un potente carrarmato che resta senza benzina. Basta fare due conti.

La politica (quella di sinistra, intendo) non ha mai capito abbastanza il nesso tra pubblicità e potere, forse lo sta capendo oggi che è troppo tardi.
Sembra una tara antropologica: per dei partiti un tale boicottaggio deve essere sembrato una stramberia, qualcosa di poco correct, poco politicante; probabilmente è incluso il timore di crearsi inemicizie potenti.

Dovrebbe invece diventare una cosa di senso comune: quando Gianfranco Mascia (quello del Bo.bi) ci ha provato, gli hanno tappato la bocca con un pestaggio nel 1994; ricordiamolo oggi, 15 anni dopo: le braccia del marketing passano anche dalle squadracce fasciste.

E’ chiaro, lui nel suo piccolo aveva toccato in cuore del problema. Sono passati 15 anni, e io sono convinto che se, quando gli squadristi lo hanno pestato e violentato, fossero nati 100 Bo.bi. ora non solo avremmo un paese diverso, ma avremmo anche una sinistra molto più moderna.
Un anno dopo ci fu un referendum per  ridurre il numero di interruzioni pubblicitarie in tv; il referendum raggiunse il quorum ma perse, di 5 punti, nel disimpegno dei partiti di sinistra.

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