Marco Geronimi Stoll

pubblicitario disertore

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Poesia da appendere


…le radici non fanno volare
e le ali non fanno dormire
Avere sia ali che radici
è speranza schizofrenica?

Una poesia da smontare e appendere: nel 1999 a Bruxelles mi hanno chiesto di arredare una mostra dell’artigianato bresciano con un budget assolutamente risibile. Con la creatività degli squattrinati, assieme a Ornella Linke decidemmo di usare una “poesia da appendere”. Visto che sto studiando altre “poesie da appendere”, la pubblico. Buona lettura

Le Radici e le Ali

di Marco Geronimi Stoll

1
Quando sudato di passi corti
ti trovi ancora a un altro bivio
vorresti aprire le ali d’un falco
e vedere il labirinto dall’alto.

Quando lontani sentieri nuovi
ti disturbano con scelte ignote
hai nostalgia di radici antiche
di pensieri già pensati.

Ma le radici non fanno volare
e le ali non fanno dormire
Avere sia ali che radici
è speranza schizofrenica?

Eppure conosco bene
un uomo che c’è riuscito
si chiama Mario
e fa l’artigiano in mezzo alle vigne.

2
Con delle ali volerei
dal problema alla soluzione
in linea retta, il più breve
percorso tra due punti.

A chi ha radici non serve il righello
basta chiudere il compasso
e la distanza tra i due punti
semplicemente diventa zero.

Ma un righello insegna il cammino
solo a chi vive in mezzo a un deserto
e per centrare il compasso su sé
occorre farsi un buchino nel cuore.

Metà dei miei amici però
sposano π e ∞ su schermi luminosi
hanno radici di cavi e cavetti
che li fan volare dappertutto.

3
Con le ali
abiterei dovunque
ogni posto sotto il cielo
sarebbe il mio posto.

Con le radici scaverei
fino al cuore del mondo
lo troverei, lo abbraccerei
e quel luogo conterrebbe tutti i luoghi.

Da bambino avevo solo ali
da vecchio avrò solo radici
non voglio essere un banale adulto
standardizzato altrove da me.

In centro guardo dal Duomo al Broletto
opere di artisti della mia età
voglio le ali dei loro pensieri
e le radici delle loro mani.

4
Chi vola, prima o poi, la tempesta se lo prende
spennato stravolto violato sfracella
poi s’innamora di un qualsiasi sasso
purché se ne stia noiosamente fermo.

Chi si radica s’ammala d’un paradosso
la nostalgia di cose mai viste
immaginare diventa un veleno
la dolce casa diventa prigione.

Per questo l’Europa è troppo piena
di ali seppellite in terra
e radici divelte all’aria
è solo questo il mio continente?

No, di sicuro, perché c’è Maria
restauratrice in via dell’Alloro
di giorno è colibrì, di notte è biancospino.
Quando lavora canta.

5
Voglio imparare qualsiasi linguaggio
anche il marziano, se è necessario
per incontrare chi mi somiglia
anche se è nato lontano da me.

Mia nonna diceva con cento parole
tali avventure di uomini e mondi
che io non saprei neanche evocare
usando cento vocabolari.

Se per possedere le lingue potenti
dimenticassi il mio dialetto
per essere ricco di tante parole
diventerei povero di cose da dire.

No, eccomi albero con forti radici;
comincia la brezza, ho semi tra i rami.
Milioni di semi leggeri e maturi
pronti a volare, per mettere radici.

il link è “d’epoca”: http://digilander.libero.it/artelavoro/bsweb/radicieali.htm

1 Comment

  1. bellissima, mi piacerebbe presentarla qui alla Dimora storica

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