Marco Geronimi Stoll

pubblicitario disertore

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Lezioni d’ambiente 1984-’88

Nel trentesimo compleanno del primo, ecco da scaricare gratis i tre libri introvabili di arte-ambiente a cui avevo lavorato con
Bruno Munari, il grande designer del 900 sapeva ascoltare i bambini
Giovanni Belgrano, grande apripista di una rivoluzione pedagogica della scuola pubblica che poi fu abortita da “riforme” e tagli
Albert Mayr, che studia il paesaggio sonoro,
Francois Delalande, che ricerca sul bambino tra suono e musica,
Ersilia Zamponi la maga dei giochi di parole che ha trasformato il vocabolario in uno splendido giocattolo
Umberto Cattabrini, che nella ricerca artistica vede la nascita del pensiero scientifico e logico.
Foto di Marco Caselli, Layout di Marco Ferreri.
Sembra un secolo: sperimentavamo tecniche sulla creatività analogica che oggi, col digitale, paiono alcune giurassiche e alcune nuovissime e rivoluzionarie.

Non è più incoraggiata la scuola che fa scoprire

Questo tema lo terrò come sottofondo, per potere parlare del resto: pensate quante cose incredibili si potrebbero fare oggi, in epoca digitale, se ci fosse una scuola dell’esperienza e non questo nevrotico neo-nozionismo pseudo efficentista.  Invece siamo tornati indietro a una scuola che deve costare poco e rendere i bambini conformi agli standard minimi.

Cos’è ancora attualissimo

Attualissimi sono temi come la creatività condivisa, la decolonizzazione dell’immaginario dal marketing, la necessità di minimi e massimi tecnologici (più vai sul virtuale, più devi bilanciarlo coll’estrempo opposto della manualità, della materialità, della concretezza fisica sensoriale e muscolare).

Non c’è più la sfida del vincolo

Una cosa è cambiata: il digitale ci dona un’onnipotenza che l’analogico ci negava.
Ai tempi dei registratori a nastro, dei telaietti colle diapositive, delle stampe in ciclostile… il vincolo era una sfida.
Ad esempio un musicista prendeva il suo strumento musicale e per anni si metteva a cercare tutte le sonorità inesplorate, quelle oltre l’ovvio e il codificato: pensate a un violinista che soffia nello strumento, che scorre pianissimo l’archetto sotto il ponte, che accarezza le corde, le sfrega colle unghie, le scorda lentamente… e via via registra gamme di timbri inedite, sonorità, alla lettera, inaudite: capaci di creare nuovo senso, nuova poesia, nuova emozione non sentimentalistica; anche molto gioco e spesso molta irrisione.
Con l’elettronica digitale lo stesso musicista ha una tavolozza di suoni infinita. Ha un’altrettanto infinita possibilità di registrarli ad altissima qualità e di manipolarli.

E’ un’onnipotenza anche economica: oggi ciascuno sulla propria scrivania ha, con 1000 euro, dispositivi che nell’analogico costavano anni di stipendio: una camera oscura, una sala di registrazione audio, uno studio di postproduzione video, una piccola casa editrice, un sistema per proiettare benaltro che poche diapositive o un filmino in superotto…
E quando avevi fatto il prodotto dovevi distribuirlo: stampare un libro; duplicare una videocassetta con una qualità quantomeno decente, se non avevi i milioni per passare in pellicola. Stampare un ingrandimento fotografico. Quante ore a serigrafare i manifesti da appendere nelle vie del centro nottetempo (alla fine erano 10 o 15, e i vigili ci riconoscevano subito perchè avevamo il corpo e i vestiti pieni dello stesso giallo o dello stesso viola dei manifesti)…

Non è vero che l’assenza di limiti ci libera

L’onnipotenza del digitale, l’assenza dei limiti, non è vero che da subito ti libera. Anzi, all’inizio, ti castra: come un immenso foglio bianco per chi ha perso l’ispirazione.
Per questo oggi i trentenni sono più esperti dei sessantenni. Dobbiamo parlarne.
Innanzitutto, citando questi volumi, dobbiamo chiederci come tutto questo ha cambiato l’esperienza creativa dei bambini e degli artisti.

Bambini e artisti, somiglianze e differenze.

Bambini e artisti: nel modo in cui ricercano, per prove ed errori, possiamo vedere come entrambi sono assorti dai loro meravigliosi “pacciughi”; ma sono due mondi assai diversi perchè l’artista non è bambino neanche quando ci prova, mentre il bambino invece è artista eccome, ciascun individuo a modo suo, ma in maniera diversa dall’arte adulta: non è specializzato, è onnivoro.

Giovanni Belgrano ripeteva che “i bambini, siccome sono nati dopo, sono più vecchi“.
A noi senior l’onnipotenza, all’inizio, fa esplodere la solitudine; l’onnipotenza e l’impotenza sono due facce della stessa medaglia.
L’artista che pensa da solo, che elabora nella sua mente profonda sfide dense su cui gioca tutta la sua personale vita sentimentale economica e valoriale… insomma l’artista ottocentesco che nel novecento ha trovato gli strumenti tecnici della riproducibilità dell’opera, ma ancora in analogico, ancora con un dazio da pagare (in fatica, materiali, soldi; quindi anche in compromessi con galleristi, critici, editori, assessori, spesso (fortunatamente non sempre) una vera feccia avida narcisista vanagloriosa e spregiudicata…

Quell’artista di ieri che pensa da solo, se non è cambiato da almeno quindici anni, si trova handicappato davanti alla leggerezza libera e senza zavorre dei pensieri pensati fuori di noi. Ora più di ieri occorre imparare a pensare insieme. Avviso ai sessantenni: altro che fidanzata giovane, questo è molto più eccitante! ma anche molto più spietato nell’evidenziare quando non ce la fai.

I tre libri di arte-ambiente per la scuola elementare

Torniamo all’arte-ambiente e all’infanzia.
Stiamo rimpiangendo la scuola attiva e creativa in cui c’era spazio per i laboratori, diciotto alunni per classe, insegnanti con orari di conpresenza, pedagogia dell’attivismo, progetti in cui le maestre erano entusiaste di programmare per ore e ore perché ciò aveva un senso e dava orgoglio personale, stimolo culturale e dignità al loro prezioso mestiere. Come siamo andati indietro!

Rimpiangere non è la parola giusta, è passatista.
Non c’è niente da rimpiangere.
Per abbattere un albero bastano dieci minuti,
a farlo rinascere servono 100 anni.

Ma ogni albero abbattuto ha fatto milioni di semi.
Più che rimpiangere l’alberone ucciso è meglio proteggere
e innaffiare i mille alberelli nascenti.

Vediamo se questi semini sono ancora buoni.
Questi tre libri sono stati stampati in decine di migliaia di copie, alcuni anche ristampati; gratuitamente: io (che detengo i diritti d’autore) ci ho rinunciato volentieri per avvantaggiare quella cosa fuori moda che è il bene comune.

Avete capito bene, la butto in politica, ma quando ci vuole ci vuole e in tempi di sedicente “buona scuola” ci vuole.

Descrizione:

Le attività, progettate con Bruno Munari e Giovanni Belgrano, sono state realizzate nelle scuole da Marco Geronimi Stoll che ha redatto dei diari di bordo sugli esiti.
Ne esce un triennio di attività che integrano le diverse aree disciplinari della scuola (ancora si chiamava elementare) in una serie di esperienze giocose eppure molto potenti per l’evoluzione del pensiero, delle cognizioni, delle abilità manuali e delle capacità di lavorare insieme.

Ambiente, lezione numero zero

DOWNLOAD ( 65 MB lo scaricamento richiede alcuni minuti)

Si insegna a imparare la luce a occhi chiusi, a svegliare l’udito, a chiudere gli occhi e immaginare… sono le “lezioni numero zero”, in cui si fa foto senza macchina fotografica, si fa cinema con una candela…
Il libro illustra le attività di educazione ambientali “prerequisite”, da fare in classe prima delle uscite nel territorio.

Nei disegni di una foglia

( DOWNLOAD 90 MB lo scaricamento richiede alcuni minuti)

Il secondo volume (che è la lezione numero uno) illustra tecniche creative di indagine e rilevazione dell’ambiente cittadino e naturale…
Si raccontano varie esperienze esplorative, giocose, multisensoriali, di giochi col silenzio e con le parole.

Secondo Ambiente

( DOWNLOAD 90 MB lo scaricamento richiede alcuni minuti)

Dopo aver sviluppato nel primo anno le capacità percettive e attentive, e dopo aver nel secondo appreso tecniche di indagine e rilevazione creativa dell’ambiente urbano e naturale, ecco il terzo anno, per costruire un ambiente astratto creato con criteri artistici: un grande posto fatto di oggetti, colori e suoni, per abitare nell’arte, per essere immersi in una grande statua sonora e luminosa.

Si creano dei paesaggi avvolgenti proiettando vetrini, appendendo dei “mobile”; le colonne musicali sono generate con semplici tecniche creative di uso del registratore; le poesie sono inventate con stratagemmi per svegliare la scrittura creativa.

3 Comments

  1. sono tra l’esaltato e il commosso!!!!!
    finalmente in versione digitale le pagine che conosco a memoria e che ho letto per anni e anni
    su fotocopie ( per forza: erano già libri introvabili anni fa!) che ora giacciono in italia
    mentre qui a berlino dove abito risuonano tutte nella mia mente

    sono state pagine utilissime per l’ideazione e la realizzazione di labori sul paesaggio sonoro e sull’educazione musical nella scuola

    come ogni cosa che scrive Marco

    e i suoi illustri compagni dell’epoca

    si tratta di pagine chiare limpide e belle

    e concretissime

    grazie di cuore !!!!!!!

  2. Giancarlo

    Grazie. Sono materiali utilissimi anche a chi, come me, è uscito dal mondo dell’EA solo per volontà politica. Che nostalgia! e che voglia di fare ancora…….Ora penso solo a combattere battaglie contro malattie più o meno importanti……

    • Caro Onnis, lo so che ne farai buon uso. Ti sono vicino in tutte le tue battaglie, personali e pubbliche.

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