Istruzioni a Davide contro Golia

Il mercato pubblicitario è sproporzionatamente sbilanciato sui media forti e generalisti; se accetti questa logica sei un pesce piccolo in mezzo agli squali. E se non sei proprio piccolo, peggio: sei un boccone più appetitoso.

Il risultato è un monopolio delle marche forti, con uno sfacciato sovraccarico di costi sul cliente finale e un progressivo peggioramento della qualità. In molti settori le spese di marketing gravano del 30 – 50% su costo finito delle merci.
Questo sistema (simbiosi tv-ipermercati) è una delle cause della crisi; rispetto a 30 anni fa, è esperienza diffusa, si guadagna la metà e si lavora il doppio, se si lavora; in cambio abbiamo la casa satura di merce inutile e riempiamo molto di più la pattumiera. Così può durare?

Chi sceglie valori etici come la prossimità, la scala artigianale, la qualità, l’ambiente, la salute, il rispetto dei lavoratori… tipicamente non ha soldi da “buttare via” in quella terribile macchina mangiasoldi che è il Big Pub sulle 6 grandi reti TV. Deve spendere molto meno e molto meglio.
Una strategia low budget permette a un’azienda non forte di incontrare il proprio pubblico.

Regole del low budget pubblicitario

1 –  Tutto comincia dal battesimo
Se stai leggendo qui, probabilmente la tua azienda un nome ce l’ha già; tuttavia lasciaci dire ugualmente come bisognerebbe sceglierlo. Alla tua impresa e, se necessario al tuo prodotto, serve un nome facile da ricordare e che non somigli a quello dei concorrenti; per pubblicizzare un nome sbagliato occorre spendere cinque o dieci volte di più a parità di risultato. In gergo “battezzare” un’azienda si chiama naming. E’ impegnativo, è giusto metterci molto tempo.
2 – URL
Anche l’indirizzo del sito deve essere facile: bisogna poterlo ricordare e bisogna poterlo dire a voce; quindi evita sigle, trattini e caratteri stranieri. Anche se non sei patito di internet, ricorda che è il modo più economico, veloce e facile per incontrare i clienti. Quasi sempre il cliente, prima di spendere tempo, soldi o chilometri per incontrarti nel mondo reale, ti verrà a trovare sul web e ti deve trovare chiaro, convincente e sincero, capace di parlare semplice.
3 – Logo e immagine coordinata
Non risparmiare tempo e denaro sulla qualità grafica del logo, dell’identità grafica e del sito. Sarebbe un errore per chiunque, ma molto più grave per chi non è forte.
Se vuoi fare pubblicità economicamente, scegliendo con l’approccio low budget che noi suggeriamo, avrai pochi contatti ma buoni, che quindi devono funzionare meglio possibile.
4 – Per risparmiare scegli media economici in sinergia
Scegli una combinazione di media “deboli” che si rinforzino a vicenda; è la transmedialità. Esempio: il volantino e la radio che mandano sul sito web, ecco tre media economici che insieme (se sono ben sincronizzati e se il messaggio è di buona qualità), diventano molto forti.
5 – Parla come mangi
Tanto più sei di nicchia quanto più sono importanti i testi e gli slogan: chiari, concreti; le parole astratte devono essere ridotte al minimo; nel testo, un argomento per volta; i vantaggi vanno espressi in modo visibile.
Abolisci il corporatese
(cioè testi tipo: “l’azienda leader nel settore che vince la sfida dell’innovazione con le risorse umane impegnate nel bla bla bla…”).
6 – Non pretendete di parlare a tutti
Parlare alla massa costa di più e ripaga di meno; pensa al tipo di persona con cui intendi parlare e riferisciti solo a lei. Con questo criterio scegli lo stile, il linguaggio e i mezzi da usare. Però esci dalla logica del target, del segmento di popolazione da mirare come un bersaglio; meglio che sia tu il target del cliente motivato che ti può cercare: deve solo sapere che esisti, che rispondi alle sue esigenze e come raggiungerti.
7 – Non decorare
Evita i disegni ornamentali, gli abbellimenti, gli stilemi: se hai poco spazio pubblicitario, non sprecarlo per fare “rumore visivo”: l’immagine deve attrarre e creare un’atmosfera psicologica. Per questo evita le foto stereotipate scopiazzate delle collezioni e cerca qualcosa di personale ed originale.
8 – Semplice è bello
Scegli la brevità, l’essenzialità, la sintesi.
9 – Semplice non significa sciatto
Un conto è vestirsi casual un altro è avere le unghie sporche; su un volantino o su un sito avere le unghie sporche significa ad esempio avere una grafica poco coordinata. L’immagine coordinata va studiata e usata in ogni occasione di visibilità.
Se è buona ti permette di esprimere il tuo stile, ti aiuta ad essere riconosciuto e  ricordato,  rafforza la relazione coi tuoi clienti.
Se è fatta male ti impone uno stile progettato a tavolino che non ti corrisponde, ti sentirai insincero e anche i clienti ti sentiranno un po’ furbino.
Se non c’è, puoi anche essere bravissimo, ma il tuo biglietto da visita o la tua home page ti presenteranno come pasticcione,  superficiale e inaffidabile.
10 – Morale:
in pubblicità meno vuoi spendere soldi, più devi spendere tempo per pensare, scegliere e decidere.
Vale per tutti, ma specialmente per chi vuole (o deve) risparmiare sul media budget ed affida il successo della propria iniziativa alla qualità della comunicazione.
Pensare a questo significa dedizione ed amore per il proprio mestiere.